“La posizione di questa Curia per tutto questo periodo è stata chiara e risoluta: non si tratta di vere apparizioni della Beata Vergine Maria”, scrive mons. Peric in un lungo articolo pubblicato sul sito della diocesi di Mostar-Duvno e Trebigne-Marcana, in Bosnia-Erzegovina, dal titolo “Le ‘apparizioni’ dei primi sette giorni a Medjugorje”.
Peric, insomma, smonta la pretesa soprannaturalità dei fenomeni di Medjugorje fin dai loro primi momenti, quelli delle prime settimane che invece la Commissione istituita da Benedetto XVI nel 2010 e presieduta dal cardinale Camillo Ruini, che ha condotto le sue indagini per quattro anni, riteneva invece quelli contenenti alcuni elementi di autenticità. “Sebbene talvolta si sia detto che le apparizioni dei primi giorni potrebbero essere ritenute autentiche e che poi sarebbe sopraggiunta una sovrastruttura per altri motivi, in prevalenza non religiosi, questa Curia ha promosso la verità anche riguardo a questi primi giorni” dice Peric in base ai documenti esistenti da anni. “Dopo aver trascritto dai registratori le audiocassette contenenti i colloqui avvenuti, nella prima settimana, nell’ufficio parrocchiale di Medjugorje, tra il personale pastorale e i ragazzi e le ragazze che avevano affermato di aver visto la Madonna, con piena convinzione e responsabilità esponiamo i motivi per cui appare evidente la non autenticità dei presunti fenomeni.
Se la vera Madonna, Madre di Gesù, non è apparsa – come infatti non è – allora a tutto sono da applicare le seguenti formule: ‘sedicenti’ veggenti, ‘presunti’ messaggi, ‘preteso’ segno visibile e ‘cosiddetti’ segreti”. Nella sua articolata trattazione, il vescovo di Mostar parla di “figura ambigua” (la figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla Madonna nelle apparizioni riconosciute dalla Chiesa: di solito non parla mai per prima, ride in maniera strana, a certe domande scompare e poi ritorna, obbedisce ai ‘veggenti’ e al parroco magari controvoglia; “questa non è la Madonna evangelica”); di uno “strano tremito” nelle mani della figura apparsa riferito da uno dei ‘veggenti’ il primo giorno; di un “anniversario fasullo” a proposito della prima presunta apparizione; di un bambino visto da alcuni veggenti e non da altri; della mancanza, dopo quattro decenni, di un vero “segno visibile” che provi l’autenticità delle apparizioni; del “silenzio inspiegabile” e delle ambigue risposte dell’apparsa nei primi sette giorni; dei “messaggi strani” e contraddittori ai veggenti nei primi giorni; delle “profezie false”; dello stato di “nervosismo” e tensione nello “svenire” e cadere delle tre ‘veggenti’ il terzo giorno; dei “toccamenti scandalosi” permessi ad alcuni della folla non solo al velo allungato e steso per terra ma anche al corpo della figura apparsa, “cosa molto inusitata e grave”; delle “manipolazioni intenzionali” da parte del parroco che a un certo punto “obbliga” l’apparsa a scendere dalla collina e ad apparire in chiesa, “un gioco magico, e non il Vangelo di Cristo”.
“Tenendo conto di tutto quel che è stato esaminato e studiato da questa Curia diocesana, incluso lo studio dei primi sette giorni delle presunte apparizioni, si può pacificamente affermare: La Madonna non è apparsa a Medjugorje! Questa è la verità che sosteniamo, e crediamo nella parola di Gesù, secondo cui la verità ci renderà liberi”, conclude mons. Peric.
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