All’incontro hanno preso parte: Pasquale Monteleone, sindaco di Torremaggiore; Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste; Michele Sementino, sindaco di Vico del Gargano; Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis e Pierpaolo d’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo. I primi cittadini hanno evidenziato che le comunità interessate dalla trasformazione hanno già subito, nel corso degli anni, numerose razionalizzazioni derivanti dall’attuazione del “piano di rientro”, tuttora in corso e hanno rimarcato che si tratta di comuni i cui territori ricadono in aree disagiate o di riferimento per un bacino di utenza elevato. I sindaci hanno quindi chiesto l’attuazione dei protocolli d’intesa sottoscritti con Regione Puglia e Direzione Generale relativi ai servizi sanitari ancora da attivare. In merito alla proposta regionale di riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza territoriale, i Sindaci hanno chiesto: l’applicazione del Decreto Ministeriale 70/2015 nella sua interezza con il rispetto delle deroghe in esso previste per quanto attiene ai punti di primo intervento; nell’ipotesi che la Regione persegua la proposta di trasformazione dei “Ppi” in punti di primo intervento territoriale, la dotazione di tutti i 5 punti di primo intervento di una postazione medicalizzata fissa h24 unitamente ad una postazione mobile “Mike” di 118; il superamento della fase sperimentale e la messa a sistema del servizio di elisoccorso H24 per tutto l’anno, utile a coprire le esigenze dell’intero territorio provinciale.
Nel dettaglio, infine, Vico del Gargano ha chiesto una seconda ambulanza medicalizzata operativa stabile per tutto l’anno; Vieste ha chiesto che il servizio offerto dalla seconda ambulanza medicalizzata, già sperimentato nei mesi estivi, diventi operativo tutto l’anno.
“E’ stato un momento di confronto proficuo – commentano i sindaci – così come avremo modo di illustrare le nostre ragioni il prossimo 18 maggio a Bari in occasione di uno specifico incontro promosso dalla Regione Puglia sul tema. Proseguiremo nella nostra opera di sensibilizzazione di tutti gli attori in causa affinché il diritto alla salute dei cittadini sia garantito attraverso il buon senso, scevro dal campanilismo, e che abbia come proprio riferimento imprescindibile quello della valutazione oggettiva di problematiche delicate che non possono essere risolte attraverso il calcolo economico”, concludono i primi cittadini.
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