In particolare – si legge nella nota dell’Arma -, a seguito di delicata ed accurata attività d’indagine scaturita dalla raccolta e dall’elaborazione di alcune denunce presentate dalla vittima nel marzo scorso, i Carabinieri hanno ricostruito i comportamenti persecutori posti in essere dall’uomo, consistenti in ingiurie e minacce di morte: “arriverà la tua ora, ho un colpo per te, farai una brutta fine”, “ti faccio saltare, ti taglierò le gambe”. Addirittura, simulando il gesto di tagliargli la gola o di sparargli con una pistola alle gambe e alla testa, tutti comportamenti che aveva avevano ingenerato nell’uomo un fondato timore per l’incolumità propria e dei suoi familiari.
Alla base di tale risentimento – evidenziano i Carabinieri – ci sarebbe una denuncia sporta dalla vittima a carico del 41enne nel 2016, allorquando questi si era introdotto di notte all’interno dell’abitazione del Sottufficiale dell’Esercito per perpetrare un furto, poi tramutatosi in rapina a seguito della colluttazione che ne scaturiva. Dopo l’arresto dell’autore che seguì a quei fatti, ed il relativo periodo di carcerazione preventiva, lo stesso, una volta ritornato in libertà, dava inizio ad una vera e propria vendetta nei confronti della vittima, ritenendola, “paradossalmente”, responsabile dell’avvenuto arresto. Grazie alla puntuale ricostruzione degli investigatori dell’Arma l’uomo – conclude il comunicato stampa dei Carabinieri – è stato arrestato e poi sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.
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