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VIESTE – “Ultimo Avamposto”, quando vince la Squadra-Stato

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“Scrivere questo libro non è solo un esercizio di memoria storica, ma un atto di responsabilità verso le future generazioni, compresi i professionisti della sicurezza pubblica e delle istituzioni”. Ne è convinto Mario Della Cioppa, questore di Foggia ai tempi del biennio di fuoco e di sangue iniziato con la strage di San Marco e proseguito con l’azione, incisiva e pervasiva, della cosiddetta ‘Squadra Stato’.
Una stagione – o più precisamente 678 “difficili” giorni – raccontati nel volume “L’Ultimo Avamposto – La vera storia di coraggio e dedizione” edito da Youcanprint e firmato dallo stesso Della Cioppa.
Il libro è stato presentato questa mattina a Vieste, nell’Auditorium dell’Istituto Superiore “Fazzini-Giuliani”, nel corso dell’evento promosso dall’Istituto IPEOA “Enrico Mattei” di Vieste, in collaborazione con il Comune di Vieste e l’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Vieste Gargano. Tra gli altri, hanno preso parte il questore di Foggia, Alfredo D’Agostino, il Comandante del Gruppo Investigativo “Ultimo Avamposto”, Nicolino Sciolè, e l’autore stesso, Mario Della Cioppa, oggi prefetto di Pescara. Sono intervenuti anche il sindaco di Vieste e presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti, e l’assessora alla Cultura, Graziamaria Starace. In sala anche i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine operanti a Vieste, taluni componenti del gruppo “Ultimo avanposto”, rappresentanti delle Associazioni nazionali di Polizia e Carabinieri, Associazioni di volontariato e studenti dei vari istituti viestani, ma anche di Foggia e Orta Nova.
In poco più di 250 pagine, il volume racconta la storia di coraggio e dedizione di uomini e donne che, nel biennio 2017/2019, ha prodotto un “intervento di sistema” nella provincia di Foggia con cui sono stati decapitati i clan mafiosi che imperavano nella Capitanata, protagonisti di una lunga spirale di violenza ed omicidi. La storia narra esperienze personali per offrire una testimonianza del servizio reso a favore di una collettività che rimane l’unico e vero giudice di quanto fatto, risaltando l’impegno quotidiano profuso nell’azione di contrasto alla criminalità ma anche le modalità attraverso cui si è riusciti a creare sinergie fra i vari organismi dello Stato, spesso coinvolti in ruoli diversi ma complementari nella lotta contro il crimine.
Spiegare le sfaccettature di questo impegno, anche attraverso la rappresentazione dei sacrifici personali e professionali, aiuta a trasmettere un messaggio più ampio: quello che la legalità e il rispetto delle regole non possono essere considerati solo un compito delle forze dell’ordine o dello Stato ma devono coinvolgere l’intera collettività. Lo stesso rispetto che la politica nazionale e quella locale ed i politici devono dimostrare ogni giorno a chi ha chiesto loro di occuparsi della cosa pubblica, senza esitazioni, scorciatoie, personalismi e, soprattutto, con onestà e serietà che devono costituire sempre il valore fondante del loro altissimo servizio. Ne abbiamo parlato con l’autore e ‘ideatore’ del modello operativo, già questore e prefetto Mario Della Cioppa.
Dopo i vari interventi, gli studenti hanno posto ai relatori interessanti domande sull’attività svolta e sul fenomeno mafioso in provincia di Foggia, con particolare riferimento a quello del Gargano, con le varie operazioni che hanno portato ella decapitazione dei clan più pericolosi
Al termine, sono stati consegnati attestati di merito ai rappresentanti della “Squadra Stato”, per l’encomiabile lavoro svolto.
Intanto, è stato annunciato che dal libro del prefetto Mario Della Cioppa, sarà realizzato un film, con la sceneggiatura e regia di Franz Pagot, e la produzione di Joseph Geminale (viestano d’origine di parte materna), entrambi presenti alla manifestazione.

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